In sintesi
- •L'infermiere può esercitare la libera professione grazie alla L. 42/1999 — il profilo professionale definisce in autonomia il suo campo di competenza.
- •Il codice ATECO è 86.90.29. Il regime forfettario è accessibile fino a 85.000 €/anno di ricavi, con aliquota al 15% (5% nei primi 5 anni).
- •I contributi INPS (Gestione Separata, ~26,23%) e la RC professionale obbligatoria (L. 24/2017) sono i principali costi fissi.
- •Se lavori nel SSN a tempo indeterminato, la compatibilità è possibile ma serve autorizzazione scritta del datore e rispetto del CCNL.
Cos'è la libera professione infermieristica
La libera professione infermieristica è l'esercizio autonomo e individuale — o in forma associata — dell'attività infermieristica al di fuori del rapporto di impiego subordinato. La base normativa è la Legge 42/1999, che ha trasformato l'infermiere da "professione ausiliaria" a professione sanitaria con un profilo autonomo e una sfera di competenza propria.
In concreto significa che un infermiere può aprire la partita IVA, acquisire clienti privati o contratti con strutture, emettere fatture e svolgere le proprie prestazioni senza dipendere da un medico o da un'azienda sanitaria. L'autonomia professionale è reale: non esiste un "mansionario" rigido, ma un profilo di competenze che include diagnosi infermieristica, pianificazione e valutazione dell'assistenza.
Il settore è in crescita. L'invecchiamento demografico, l'incremento delle malattie croniche e la carenza strutturale di infermieri nel SSN spingono famiglie e strutture private a rivolgersi a professionisti autonomi — un trend che si consolida anno dopo anno nelle statistiche FNOPI.
Come aprire la partita IVA da infermiere
Il processo è interamente gratuito se fatto direttamente all'Agenzia delle Entrate. Un commercialista può assistere per 200–500 € una tantum. Questi sono i passaggi fondamentali:
Verifica i requisiti
Iscrizione OPI attiva, laurea in infermieristica, assenza di provvedimenti disciplinari. Se lavori nel SSN a tempo indeterminato, richiedi l'autorizzazione scritta al datore di lavoro.
Scegli la forma giuridica
Libero professionista individuale (la scelta più comune), Studio Associato o STP. Per cominciare, la partita IVA individuale è sufficiente e ha meno oneri burocratici.
Apri la partita IVA
Vai all'Agenzia delle Entrate (sportello o online) e dichiara l'apertura di attività con codice ATECO 86.90.29 — "Altre attività paramediche indipendenti". Valuta il regime forfettario se i ricavi attesi non superano 85.000 €/anno.
Iscrizione alla Gestione Separata INPS
Dopo aver aperto la partita IVA, iscriviti alla Gestione Separata INPS come lavoratore autonomo. L'aliquota contributiva è circa il 26,23% del reddito netto. Se sei già iscritto a un'altra gestione previdenziale (es. INPS Dipendenti), l'aliquota è ridotta.
Stipula la RC professionale
La responsabilità civile professionale è obbligatoria per legge (L. 24/2017 — Gelli-Bianco). Scegli una polizza specifica per infermieri: copre danni a terzi derivanti dall'attività clinica.
Inizia a fatturare
In regime forfettario le fatture non applicano IVA. Indica sempre: ragione sociale, partita IVA, codice fiscale, ATECO, e la marca da bollo da 2 € su fatture superiori a 77,47 € verso privati.
Attenzione: l'apertura della partita IVA non richiede la comunicazione all'OPI, ma l'iscrizione deve rimanere attiva per poter esercitare. Se perdi l'iscrizione OPI non puoi emettere prestazioni infermieristiche né fatturare come tale.
Cosa puoi fare — e cosa no
Il perimetro della libera professione infermieristica è definito dal profilo professionale (DM 739/1994), dalla L. 42/1999 e dagli atti di indirizzo FNOPI. In sintesi:
Puoi erogare
- Assistenza domiciliare a persone anziane o non autosufficienti
- Medicazioni semplici e complesse (lesioni da pressione, ferite chirurgiche)
- Somministrazione di terapia endovenosa e farmaci prescritti
- Gestione di accessi vascolari (CVC, PICC, PORT)
- Prelievi ematici e raccolta di campioni biologici
- Assistenza a pazienti oncologici o cronici a domicilio
- Formazione e addestramento ai caregiver familiari
- Consulenze infermieristiche e valutazioni del bisogno assistenziale
- Collaborazione con RSA, cliniche private, centri ambulatoriali
- Docenza in corsi di primo soccorso, BLS e formazione ECM
Non puoi fare
- Prescrivere farmaci o esami diagnostici
- Aprire un ambulatorio senza autorizzazione sanitaria regionale
- Eseguire atti di esclusiva competenza medica
- Diagnosticare patologie
Forma associata e STP
Lavorare da soli non è l'unica opzione. Esistono tre forme principali per esercitare in gruppo:
Studio Associato informale
Due o più infermieri condividono costi (affitto, attrezzature) e gestione clienti, ma ciascuno mantiene la propria partita IVA individuale. Non richiede una forma giuridica specifica, ma è consigliato un accordo scritto tra i soci. È la forma più flessibile e la più diffusa.
Società Tra Professionisti — STP (L. 183/2011)
La STP consente l'esercizio in comune con una vera personalità giuridica (SRL o SNC). I soci professionisti devono essere maggioranza; possono partecipare anche soci di capitale non professionisti. La STP può ottenere accreditamenti regionali più facilmente, ma ha una gestione contabile più onerosa. Utile per ambulatori multidisciplinari (infermiere + fisioterapista, infermiere + medico di base).
Cooperativa Sociale
Soluzione diffusa per l'assistenza domiciliare su larga scala. L'infermiere entra come socio lavoratore. Offre tutele simili al lavoro dipendente (ferie, malattia), ma con minore autonomia nella gestione dell'attività. Adatta a chi vuole la libera professione come prevalente ma cerca una rete di supporto.
Regime fiscale: forfettario o ordinario?
Per la maggior parte degli infermieri che iniziano, il regime forfettario è la scelta naturale. Ecco un confronto diretto:
| Caratteristica | Forfettario | Ordinario |
|---|---|---|
| Soglia di accesso | Ricavi ≤ 85.000 €/anno | Nessun limite |
| Aliquota IRPEF | 5% (primi 5 anni) → 15% | 23%–43% progressivo |
| IVA in fattura | No (esenzione IVA) | Sì (22% per servizi) |
| Deduzione costi | No (forfait 22% del fatturato) | Sì, analitica |
| Contabilità | Semplificata | Completa |
| Adatto per | Chi inizia o ha ricavi contenuti | Ricavi elevati o costi alti deducibili |
Il coefficiente di redditività per ATECO 86.90.29 è del 78%: significa che il fisco considera "reddito imponibile" il 78% dei ricavi lordi, e su quella base applica l'aliquota sostitutiva. Il restante 22% è considerato "spesa forfait" anche se le spese reali fossero inferiori.
Vantaggi e svantaggi a confronto
Vantaggi
- Autonomia nella gestione degli orari e dei clienti
- Tariffe potenzialmente superiori al salario SSN
- Regime forfettario: tassazione al 5% nei primi 5 anni
- Possibilità di lavorare in più contesti contemporaneamente
- Crescita professionale accelerata su casi complessi
- Possibilità di costruire uno studio o un team proprio
Svantaggi
- Nessuna copertura INAIL automatica per infortuni sul lavoro
- Assenza di ferie, malattia e maternità retribuite
- Gestione autonoma di tasse, contributi e contabilità
- Ricerca clienti e marketing completamente a carico tuo
- Costi fissi (INPS, OPI, RC, commercialista) anche senza reddito
- Rischio di isolamento professionale senza équipe di riferimento
Libera professione e SSN: sono compatibili?
La domanda più frequente tra gli infermieri del pubblico è: "posso aprire la partita IVA anche se lavoro in ospedale?"
La risposta è dipende dal contratto. Il CCNL del Comparto Sanità (art. 53 e seguenti, ripreso dal D.Lgs. 165/2001, art. 53) vieta ai dipendenti pubblici a tempo indeterminato di svolgere attività in concorrenza diretta con il datore di lavoro pubblico. In pratica:
- Tempo determinato: generalmente compatibile. L'autorizzazione non è richiesta ma è buona prassi comunicarlo.
- Tempo indeterminato: serve autorizzazione scritta del dirigente. L'ASL può rifiutarla se ritiene che l'attività sia in conflitto di interessi o interferisca con i turni.
- Aree geografiche diverse: operare in una regione diversa da quella dell'ASL datrice di lavoro abbassa il rischio di conflitto, ma non elimina l'obbligo di autorizzazione.
Chi lavora nel privato non ha questa limitazione: la libera professione è compatibile con qualsiasi contratto di lavoro dipendente privato, salvo clausole contrattuali specifiche di non concorrenza.
Obblighi e costi fissi da mettere in conto
Contributi INPS Gestione Separata
~26,23% del reddito netto (aliquota 2025). Si pagano a rate con F24 in acconto e saldo. Verificare il minimale annuo sul sito INPS.
RC Professionale (obbligatoria)
Prevista dalla L. 24/2017. Costo medio 100–300 €/anno per infermieri. Copre danni a terzi derivanti dall'attività clinica.
Iscrizione OPI
Quota annuale variabile per provincia, in media 120–160 €/anno. Obbligatoria per esercitare.
Commercialista
In regime forfettario: 500–1.500 €/anno. Obbligatorio per la dichiarazione dei redditi; facoltativo per le fatture se usi software dedicati.
INAIL (facoltativa ma consigliata)
I liberi professionisti non sono obbligati all'INAIL, ma possono aderire volontariamente per coprire infortuni sul lavoro. Premio annuo indicativo: 200–400 €.
Riferimenti normativi
- Legge 42/1999 — Definizione della professione infermieristica
- DM 739/1994 — Profilo professionale dell'infermiere
- L. 24/2017 (Legge Gelli-Bianco) — RC professionale obbligatoria
- L. 183/2011 — Società Tra Professionisti (STP)
- D.Lgs. 165/2001, art. 53 — Incompatibilità dipendenti pubblici
- FNOPI — Ordini delle Professioni Infermieristiche
Questa guida ha finalità informativa. Prima di aprire la partita IVA consulta un commercialista per valutare la tua situazione specifica (redditi, dipendenze, provenienza contributiva).
