EmergenzaUndertriage e codice verde

Undertriage: perché il codice verde può essere il più pericoloso

Il codice rosso è sorvegliato per definizione. Il codice verde è quello che aspetta di più, e a cui si guarda di meno — finché non smette di essere stabile.

Il codice rosso concentra l'attenzione per definizione: monitor, rivalutazioni ravvicinate, un'equipe che non lo perde di vista. Il codice verde è l'opposto — la sua stessa etichetta comunica «può aspettare», e in un Pronto Soccorso sovraffollato quell'etichetta diventa la ragione per cui, spesso, aspetta più a lungo di ogni altro codice e viene rivalutato meno di ogni altro codice.

In breve

  • Undertriage significa assegnare un codice di priorità inferiore al reale rischio del paziente, con conseguente ritardo delle cure.
  • In Italia il codice verde ha l'attesa media più lunga di tutti i codici: 229 minuti, fino a oltre 300 nei picchi di sovraffollamento (AGENAS, 2025).
  • Nel 2025 la Cassazione ha stabilito che l'infermiere di triage ha l'obbligo di monitoraggio continuo anche sui codici verdi e bianchi, non solo sui codici maggiori.
  • Il rischio non è nel valore isolato ma nella traiettoria: un paziente che compensa bene all'ingresso può scompensare in sala d'attesa senza una rivalutazione che se ne accorga.

Cos'è, tecnicamente, l'undertriage

L'undertriage è l'assegnazione di un codice di priorità inferiore alla reale criticità del paziente. È l'errore speculare dell'overtriage (assegnare un codice più alto del necessario), ma con un profilo di rischio molto diverso: l'overtriage consuma risorse, l'undertriage ritarda cure a chi ne avrebbe bisogno prima. La letteratura internazionale sull'accuratezza del triage riporta tassi di errore di classificazione fino al 15% anche in contesti sanitari ad alto reddito, con l'età avanzata (65 anni e oltre) e le alterazioni severe dei parametri vitali — ipossia, bradicardia, tachicardia — tra i predittori più forti di undertriage.

Un ampio studio retrospettivo pubblicato nel 2026 su Annals of Emergency Medicine, condotto su oltre 5,3 milioni di accessi in 21 Pronto Soccorso statunitensi, ha confermato che l'undertriage dei pazienti ad alta criticità si associa a un ritardo misurabile nelle cure rispetto ai pazienti correttamente classificati — un effetto piccolo per singolo caso, ma sistematico su scala di popolazione. Un pattern analogo è stato osservato in ambito pediatrico: uno studio del 2026 su Pediatric Quality & Safety ha rilevato tempi più lunghi per accesso venoso, nebulizzazione e disposizione nei pazienti pediatrici sotto-triagati.

Perché il codice verde è il punto cieco del sistema

Dal 1° gennaio 2025 il sistema di triage italiano sta passando, Regione per Regione, dai quattro colori storici (rosso, giallo, verde, bianco) a cinque codici numerici previsti dall'Accordo Stato-Regioni: Codice 1/Rosso (emergenza), Codice 2/Arancione (urgenza), Codice 3/Azzurro (urgenza differibile), Codice 4/Verde (urgenza minore) e Codice 5/Bianco (non urgenza). Il nome cambia, la posizione no: il verde resta il penultimo gradino, definito come «condizione stabile senza rischio evolutivo» — una definizione che descrive il paziente al momento della valutazione, non la sua traiettoria nelle ore successive.

Ed è qui che il codice verde diventa strutturalmente pericoloso: secondo i dati AGENAS 2025, l'attesa media nazionale per un codice verde è di 229 minuti— quasi quattro ore — con punte oltre i 300 minuti nei periodi di sovraffollamento e forti squilibri territoriali (dal Friuli-Venezia Giulia, sopra i 260 minuti, alla provincia di Bolzano, sotto i 140). Il rosso è sorvegliato per definizione. Il bianco spesso non viene nemmeno trattenuto. Il verde sta in mezzo: abbastanza stabile da non generare allarme, abbastanza numeroso da riempire la sala d'attesa, abbastanza a lungo in attesa da avere il tempo di cambiare stato senza che nessuno se ne accorga.

Cosa ha stabilito la Cassazione nel 2025

Con la sentenza n. 15076/2025 (sez. II penale, ud. 12 febbraio, depositata il 16 aprile 2025), la Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso in cui un paziente con crisi asmatica, con saturazione inizialmente nella norma, era stato classificato in codice verde senza ulteriori accertamenti né una rivalutazione programmata. Il paziente è deceduto per arresto cardio-respiratorio prima di essere richiamato.

La Corte ha stabilito che l'infermiere di triage non è tenuto a formulare una diagnosi, ma ha il dovere di sorveglianza attiva e continua anche sui pazienti in codice verde e bianco — un obbligo che non si esaurisce nella valutazione d'ingresso e la cui omissione, richiamando le linee guida sul triage intraospedaliero della Conferenza Stato-Regioni del 25 ottobre 2021, può configurare responsabilità penale per colpa grave.

I segnali che il codice verde nasconde

Il paziente che scompensa in sala d'attesa non lo fa quasi mai all'improvviso: lo fa con un trend che il singolo parametro isolato, misurato una volta all'ingresso, non può mostrare. È lo stesso principio della distinzione tra urgenza ed emergenza— quello che conta non è il valore assoluto ma la traiettoria — applicato al momento più fragile del percorso: l'attesa senza sorveglianza dedicata.

Nella pratica, i segnali da non derubricare a «variazione normale» in un paziente in codice verde includono: frequenza respiratoria che sale anche di poco rispetto al valore d'ingresso, frequenza cardiaca in aumento progressivo, un livello di coscienza lievemente meno reattivo, dolore che il paziente stesso segnala come peggiorato. Nessuno di questi, isolato, giustifica un allarme — ma nel loro insieme, e nel loro trend, sono esattamente il tipo di deterioramento che uno strumento di early warning è progettato per intercettare: usa il calcolatore NEWS2 per strutturare la rivalutazione invece di affidarti alla sola impressione clinica.

Cosa può fare davvero l'infermiere di triage

  1. 1.Programma la rivalutazione, non lasciarla al caso. Un intervallo di rivalutazione definito per i codici verdi in attesa prolungata trasforma un obbligo generico in un'azione tracciabile — ed è esattamente ciò che la sentenza del 2025 ha giudicato mancante.
  2. 2.Guarda il trend, non solo il valore. Due misurazioni a distanza raccontano molto più di una singola rilevazione, anche quando entrambe rientrano nella norma.
  3. 3.Documenta ogni rivalutazione. Non è burocrazia: è la prova che la sorveglianza attiva richiesta dalle linee guida è stata effettivamente eseguita, a tutela del paziente e, di conseguenza, anche tua.
  4. 4.Rendi visibile l'escalation. Un canale chiaro e conosciuto da tutta l'equipe per segnalare un peggioramento in sala d'attesa vale quanto il criterio clinico che lo rileva: senza una situational awareness condivisa, l'osservazione di un singolo infermiere resta isolata.

Punti chiave

  • L'undertriage non è un errore di calcolo isolato: è il rischio strutturale del codice che riceve meno sorveglianza e più attesa — in media 229 minuti in Italia (AGENAS, 2025).
  • La Cassazione (sent. n. 15076/2025) ha chiarito che il dovere di sorveglianza dell'infermiere di triage non si esaurisce con la valutazione d'ingresso, anche in codice verde o bianco.
  • Il deterioramento in sala d'attesa si vede nella traiettoria dei parametri, non nel singolo valore isolato: rivalutazioni programmate e strumenti di early warning lo rendono visibile prima.
  • Documentare la rivalutazione non è un adempimento formale: è la prova, per il paziente e per l'infermiere, che la sorveglianza richiesta è stata davvero eseguita.

Fonti e bibliografia

  • Corte di Cassazione, sez. II penale, sentenza n. 15076/2025 (dep. 16/04/2025) — commento su Dimensione Infermiere
  • AGENAS — Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, dati 2025 sui tempi di attesa in Pronto Soccorso, riportati da TrueNumbers
  • Accordo Stato-Regioni — Linee di indirizzo nazionali sul triage intraospedaliero e i cinque codici numerici, sintesi su Nurse24
  • Sax DR et al. Association Between Emergency Department Undertriage or Overtriage With Timeliness of Care and Patient Outcomes. Annals of Emergency Medicine, 2026.
  • Accuracy of Emergency Room Triage Using Emergency Severity Index (ESI): Independent Predictor of Under and Over Triage — PMC

Contenuto a scopo informativo ed educativo: non sostituisce protocolli aziendali, linee guida regionali né il giudizio clinico dell'infermiere di triage.

Domande frequenti

Cos'è l'undertriage in Pronto Soccorso?

L'undertriage è l'assegnazione di un codice di priorità inferiore alla reale criticità del paziente, con conseguente ritardo delle cure. La letteratura internazionale riporta tassi di errore di classificazione del triage fino al 15% anche in contesti sanitari ad alto reddito, con l'età avanzata tra i predittori più forti.

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Perché il codice verde è considerato il codice più a rischio di undertriage?

Perché unisce due condizioni: è il codice con l'attesa media più lunga in Italia (229 minuti, dati AGENAS 2025) ed è quello sorvegliato meno attivamente, dato che la sua stessa etichetta comunica stabilità. Un paziente può scompensare durante l'attesa senza una rivalutazione programmata che se ne accorga.

L'infermiere di triage deve monitorare anche i pazienti in codice verde?

Sì. La Cassazione (sentenza n. 15076/2025) ha stabilito che il dovere di sorveglianza dell'infermiere di triage non si esaurisce nella valutazione d'ingresso ma richiede monitoraggio attivo e continuo anche sui codici verdi e bianchi, la cui omissione può configurare responsabilità penale per colpa grave.

Come cambia il codice verde con il nuovo triage a 5 codici numerici?

Dal 2025 il sistema nazionale, previsto dall'Accordo Stato-Regioni, sostituisce gradualmente Regione per Regione i quattro colori storici con cinque codici numerici. Il verde diventa il Codice 4 (urgenza minore): la posizione relativa nella scala di priorità resta invariata rispetto al sistema a colori.

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