Cos'è lo Shock Index?
Lo Shock Index (indice di shock) è un semplice indicatore di stabilità emodinamica, descritto da Allgöwer e Burri nel 1967. Si calcola come rapporto tra frequenza cardiaca e pressione arteriosa sistolica:
Shock Index = frequenza cardiaca (bpm) ÷ pressione sistolica (mmHg)
È utile perché smaschera lo shock occulto: la tachicardia con pressione ancora ai limiti può sfuggire valutando i parametri singolarmente, ma fa salire l'indice. Un valore elevato si associa a maggior rischio di trasfusione massiva e mortalità, soprattutto nel trauma e nella sepsi.
Valori normali e interpretazione
Il valore normale dello Shock Index nell'adulto è compreso tra 0,5 e 0,7:
- < 0,5 — Basso. Valutare il contesto (bradicardia relativa, ipertensione)
- 0,5 – 0,7 — Normale. Stabilità emodinamica
- 0,7 – 0,9 — Borderline. Monitorare e rivalutare: possibile compromissione precoce
- ≥ 0,9 — Elevato. Sospetta compromissione emodinamica; ≥ 1,0 = rischio elevato
Varianti: Modified e Age Shock Index
Esistono due varianti utili in contesti specifici:
- Modified Shock Index (MSI) = frequenza cardiaca ÷ pressione arteriosa media (PAM). Range normale indicativo 0,7–1,3; più sensibile alle variazioni emodinamiche.
- Age Shock Index = età × Shock Index. Utile nel paziente anziano traumatizzato, dove lo Shock Index classico può sottostimare la gravità.
Fonte: Allgöwer M, Burri C. Schockindex. Dtsch Med Wochenschr. 1967. I valori soglia sono indicativi. Strumento a scopo educativo e di supporto: non sostituisce il giudizio clinico né i protocolli locali.
