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Cateterismo Vescicale

Inserimento e gestione del catetere vescicale maschile e femminile con tecnica asettica.

Definizione e tipologie

Per cateterismo vescicale si intende l'introduzione provvisoria o permanente di un catetere sterile in vescica per via transuretrale o sovra-pubica a scopo diagnostico, terapeutico o evacuativo. Il cateterismo deve essere eseguito solo su precisa indicazione medica.

Cateterismo a permanenza: il catetere rimane in sede per drenare le urine per un periodo di tempo.

Cateterismo istantaneo: il catetere è inserito temporaneamente per svuotare le urine e poi rimosso.

Cateterismo intermittente: il catetere viene inserito e rimosso più volte in modo routinario.

Si definisce a breve permanenza quando il catetere è mantenuto per pochi giorni (max 2 settimane); a lunga permanenza quando il periodo è più lungo.

Indicazioni

Le principali indicazioni al cateterismo vescicale sono:

  1. 1Ostruzione acuta e cronica delle vie urinarie.
  2. 2Disfunzione neurologica permanente della vescica.
  3. 3Controllo della diuresi nei pazienti critici (stato di shock, coma, alterazione dello stato di coscienza).
  4. 4Intervento chirurgico che richieda la vescica vuota (chirurgia transuretrale della prostata, interventi ginecologici, gastrointestinali, incontinenza urinaria femminile).
  5. 5Trattamento di neoplasie vescicali con farmaci chemioterapici topici.
  6. 6Esecuzione di test di funzionalità vescicale.
  7. 7Svuotamento della vescica prima del parto se la donna non è in grado di urinare spontaneamente.
  8. 8Incontinenza urinaria (nel caso non sia possibile usare metodi alternativi).
  9. 9Gravi casi di macro-ematuria e piuria per evitare il tamponamento vescicale.

Ritenzione urinaria

La ritenzione acuta d'urina è l'indicazione al cateterismo che ha carattere di urgenza. Si manifesta con disuria, stranguria, pollachiuria e progressivamente con impossibilità a urinare.

Alcuni soggetti non lamentano dolore ma un fastidio al basso addome eventualmente associato a gocciolamento incontrollabile (iscuria paradossa). Man mano che la vescica si dilata il dolore aumenta. Alla palpazione della regione sovra-pubica si può apprezzare un globo vescicale che in alcuni casi può arrivare all'ombelico.

Se si svuota rapidamente la vescica di un soggetto con ritenzione importante si può causare un'emorragia vescicale. Per ridurre il rischio bisogna svuotare gradualmente (300-500 ml per volta, a intervalli di 10-30 minuti).

Caratteristiche del catetere

Il diametro del catetere si misura in Charrière (1 CH = 1/3 di mm). Bisogna scegliere il minore calibro possibile che garantisca un drenaggio adeguato senza traumatizzare la mucosa uretrale.

Indicazioni per calibro: 12-14 CH (4-4,7 mm) per cateterismo provvisorio; 12-16 CH per urine chiare nella donna; 16-18 CH per urine chiare nell'uomo; 20-24 CH per piuria e macro-ematuria.

I cateteri possono essere a una, due o tre vie. A due vie: una per il deflusso delle urine, una per gonfiare il palloncino. A tre vie: usati per irrigare la vescica. A una via: solo per cateterismo a breve permanenza.

Materiali: lattice siliconato e PVC per breve permanenza (max 28 giorni); silicone per lunga permanenza (fino a 12 settimane), più biocompatibile e indicato per allergici al lattice.

Tipi di catetere

  1. 1Catetere di Nelaton: estremità prossimale arrotondata e rettilinea, uno o due fori di drenaggio contrapposti. Catetere standard.
  2. 2Catetere di Mercier (semirigido): punta arrotondata con angolatura, usato in caso di ritenzione da ipertrofia prostatica.
  3. 3Catetere di Tiemann (semirigido): estremità conica, indicato per uomini con restringimento dell'uretra.
  4. 4Catetere di Foley: palloncino gonfiabile (8-10 ml di soluzione fisiologica) per l'ancoraggio in vescica. Massimo comfort per il paziente cateterizzato.
  5. 5Catetere a tre vie: per irrigazione vescicale continua, usato dopo interventi prostatici o chirurgia urologica con depositi di coaguli.

Materiale occorrente

  1. 1Carrello o supporto stabile per posizionare il materiale.
  2. 2Kit per cateterismo sterile: telino, telino fenestrato, garze sterili, antisettico, lubrificante sterile in siringa o monodose, soluzione fisiologica in siringa.
  3. 3Cateteri sterili di varie misure.
  4. 4Sacca di raccolta sterile a circuito chiuso.
  5. 5Guanti monouso puliti e due paia di guanti sterili (con riserva).
  6. 6Flacone di antisettico alcolico per le mani o sapone antisettico.
  7. 7Contenitori per rifiuti sanitari pericolosi e per rifiuti assimilati agli urbani.
  8. 8Paravento o pannelli isolanti.
  9. 9DPI: occhiali protettivi per l'operatore.
  10. 10Siringa cono catetere da 50 o 100 ml e flacone di soluzione fisiologica sterile da 100 ml (per verificare il posizionamento).

Procedura — Donna

Posizionare la paziente in posizione supina a gambe flesse (posizione litotomica).

  1. 1Preparare il materiale sul carrello. Spiegare la procedura per ottenere consenso e collaborazione.
  2. 2Procedere ad accurata igiene intima. Effettuare ispezione per evidenziare malformazioni (meato in vagina) con guanti monouso.
  3. 3Lavaggio accurato delle mani con antisettico. Aprire il kit e indossare il primo paio di guanti sterili.
  4. 4Aprire il telino sterile e disporre il materiale. Versare l'antisettico su un gruppo di tre garze. Distribuire parte del lubrificante su una garza.
  5. 5Antisepsi: separare le grandi labbra dall'alto verso il basso con un solo movimento, disinfettando grandi e piccole labbra e il meato uretrale. Ripetere con la seconda garza. Lasciare l'ultima garza adesa al meato.
  6. 6Togliere il primo paio di guanti sterili. Eseguire antisepsi alcolica delle mani e indossare il secondo paio di guanti sterili.
  7. 7Collegare la sacca al catetere (garantisce il circuito chiuso). Lubrificare l'estremità distale del catetere.
  8. 8Posizionare il telino fenestrato. Divaricare le grandi e piccole labbra con la mano non dominante (dita a forbice) per avere visione del meato.
  9. 9Introdurre il catetere nell'uretra gradualmente fino a circa metà della lunghezza per essere sicuri di essere completamente in vescica.
  10. 10Se l'urina non esce subito, schiacciare il catetere (il lubrificante può occupare temporaneamente il lume). La fuoriuscita d'urina conferma il raggiungimento della vescica.
  11. 11Gonfiare il palloncino con soluzione fisiologica. Ritirare delicatamente il catetere fino ad avvertire la resistenza del collo vescicale.
  12. 12Controllare lo svuotamento, sospendendo il flusso ai primi 600 ml. Continuare con intervalli di 30' (300 ml per volta) fino al completamento.
  13. 13Smaltire il materiale contaminato nei contenitori per rifiuti sanitari pericolosi.

Procedura — Uomo

Far assumere alla persona la posizione supina per facilitare l'introduzione del catetere.

  1. 1Preparare il materiale. Spiegare la procedura. Procedere ad accurata igiene intima.
  2. 2Effettuare ispezione per evidenziare fimosi, stenosi o malformazioni con guanti monouso.
  3. 3Lavaggio mani con antisettico. Aprire il kit e indossare il primo paio di guanti sterili.
  4. 4Aprire il telino sterile e disporre il materiale. Versare l'antisettico su tre garze. Distribuire parte del lubrificante su una garza.
  5. 5Antisepsi: afferrare il pene con la mano non dominante, ritrarre il prepuzio, scoprire il glande. Con la mano dominante procedere all'antisepsi dal meato verso la base del glande con movimenti circolari. Ripetere con la seconda garza. Lasciare l'ultima garza adesa al meato. La mano non dominante continua la presa del pene.
  6. 6Lubrificazione dell'uretra: introdurre nell'uretra il cono della siringa con il lubrificante (meglio con lidocaina sterile in caso di cateterismo difficoltoso). L'azione anestetica locale deve protrarsi almeno 5-7 minuti (usare pinza stringi-pene per bloccare la fuoriuscita del gel).
  7. 7Togliere il primo paio di guanti. Eseguire antisepsi alcolica delle mani e indossare il secondo paio di guanti sterili.
  8. 8Collegare la sacca al catetere. Distribuire il lubrificante lungo il decorso del catetere dall'estremità distale fino a metà della lunghezza. Posizionare il telino fenestrato attorno al pene.
  9. 9Afferrare il pene con la mano non dominante mantenendolo perpendicolare all'addome. Introdurre il catetere gradualmente fino ad avvertire la resistenza dell'uretra bulbare.
  10. 10Abbassare il pene e continuare l'inserimento fino ad avvertire la resistenza prostatica. Continuare fino al superamento del collo vescicale.
  11. 11Verificare la fuoriuscita di urina. Gonfiare il palloncino con soluzione fisiologica. Ritirare delicatamente il catetere fino alla resistenza del collo vescicale.
  12. 12Controllare lo svuotamento, sospendere il flusso ai primi 600 ml. Continuare con intervalli di 30' (300 ml per volta). Porre la sacca sempre sotto il livello della vescica.
  13. 13Smaltire il materiale contaminato nei contenitori per rifiuti sanitari pericolosi.

Gestione del catetere

La cura quotidiana del meato va fatta con acqua e sapone. Non sono raccomandate irrigazioni vescicali né profilassi antibiotica per prevenire le infezioni. Le irrigazioni sono indicate solo in caso di sospetta ostruzione.

Utilizzare sempre il drenaggio a circuito chiuso: il catetere va connesso alla sacca al momento del cateterismo e non deve mai essere disconnesso. La sacca va mantenuta sotto il livello della vescica, sollevata dal pavimento, con rubinetto di svuotamento e dispositivo anti-reflusso.

Il catetere va tolto il prima possibile per ridurre il rischio di infezioni. Il tempo di sostituzione: catetere in silicone 1-2 mesi; catetere in lattice siliconato 20-30 giorni.

La valvola cateterica è la soluzione migliore nei soggetti con lunga permanenza (se non ci sono controindicazioni): si apre a pressione, si richiude automaticamente, riducendo il rischio di contaminazione.

Complicanze

  1. 1Ematuria: il catetere può ostruirsi con coaguli. Controllare la pervietà per evitare il tamponamento vescicale. Ricorrere alla cisto-clisi se necessario.
  2. 2Struvite: causa comune di ostruzione nei cateteri a lunga permanenza. I batteri produttori di ureasi innalzano il pH favorendo la precipitazione di sali. Sostituire il catetere ai primi segni di ridotto flusso o sedimento nella sacca.
  3. 3Perdite di urina: il catetere può indurre spasmi vescicali involontari. Sostituire con un catetere di calibro più piccolo. Non fare spingere il paziente.
  4. 4Lesioni da decubito: causate dalla pressione del catetere sul meato o dal peso della sacca. Nei casi gravi può aprirsi l'uretra peniena. Utilizzare presidi più adatti (calibro minore, valvola cateterica).
  5. 5Infezioni: prolungano la degenza di 2-4 giorni. Trattare solo le infezioni sintomatiche; le batteriurie asintomatiche non devono essere trattate.