In sintesi
- 1Il 70-80% delle infezioni urinarie associate al catetere (CAUTI) viene dai cateteri uretrali a permanenza: si inserisce solo con un'indicazione valida e si toglie appena finisce.[1][2]
- 2Tecnica asettica, personale formato e sacca collegata al catetere prima dell'inserzione.[1][2]
- 3Calibro più piccolo che drena: Ch 10 per urine chiare, Ch 12-14, Ch 16, Ch 18-24 per ematuria franca o coaguli.[1]
- 4Circuito chiuso, sacca sotto la vescica, igiene del meato con acqua e sapone; niente antimicrobici sul meato e niente antibiotici di routine.[1][2][3]
- 5La batteriuria asintomatica non si tratta e l'urinocoltura non si fa di routine.[3]
Quando serve il cateterismo vescicale?
Il cateterismo vescicale è l'inserimento di un catetere sterile in vescica per via uretrale (o sovrapubica) a scopo evacuativo, diagnostico o terapeutico. Si esegue solo se una delle indicazioni seguenti è presente: farlo per comodità del personale non è accettabile.[1]
Indicazioni al catetere uretrale[1]
- ritenzione urinaria acuta o cronica e difficoltà di svuotamento (disturbi neurologici, ostruzione cervico-uretrale, stenosi uretrale, ipertrofia prostatica);
- misurazione della diuresi nel paziente critico o durante un intervento;
- interventi chirurgici selezionati (urologici, vicini alle vie urinarie, anestesia spinale o epidurale) che richiedono la vescica vuota;
- irrigazione, lavaggio o terapia endovescicale;
- ferite sacrali o perineali aperte e incontinenza intrattabile o non gestibile con misure conservative;
- immobilizzazione prolungata (rachide instabile, politrauma, fratture del bacino);
- decompressione vescicale e comfort a fine vita.
Controindicazioni relative[1]
- prostatite acuta o cronica sintomatica;
- sospetto di trauma uretrale (ematuria o sangue dal meato dopo un trauma): in questo caso non si inserisce il catetere e si chiede una valutazione medica.
Prima del catetere uretrale a permanenza valuta le alternative (se devi anche incannulare una vena, vedi incannulamento venoso periferico): catetere esterno nell'uomo, cateterismo intermittente (preferibile nei disturbi dello svuotamento, quando praticabile) o catetere sovrapubico.[1] In quattro anni di emergenza territoriale l'ho eseguito solo due volte.
Come si gestisce la ritenzione urinaria acuta?
La ritenzione acuta si manifesta con impossibilità a urinare, dolore o fastidio al basso addome e, alla palpazione sovrapubica, un globo vescicale che può arrivare all'ombelico. Prima di cateterizzare, un'ecografia vescicale riduce il numero di cateterismi: in 8 studi con 3.210 pazienti la riduzione andava dal 20% al 90%.[4]
Quanto svuotare in una volta resta una questione aperta. Le linee guida EAUN includono la decompressione vescicale, graduale o rapida, tra le indicazioni, ma non fissano un volume massimo.[1] L'unico studio comparativo trovato riguarda 62 uomini con ritenzione acuta da ipertrofia prostatica e non rileva differenze significative. Dopo drenaggio rapido ci sono stati 2 casi di ematuria lieve. Il calo pressorio medio è stato di 15 mmHg contro 10 mmHg con drenaggio graduale, senza ipotensione significativa.[5] Lo studio è piccolo e non recente. Nella pratica si segue il protocollo del reparto e si controllano pressione, ematuria e diuresi nelle ore successive.
Che catetere scegliere?
Si sceglie il calibro più piccolo che garantisce un buon drenaggio, salvo diversa indicazione clinica.[1] Il diametro si misura in Charrière (Ch), dove 1 Ch equivale a 1/3 di mm.
| Urine | Calibro |
|---|---|
| Chiare | Ch 10 |
| Leggermente torbide, ematuria lieve | Ch 12-14 |
| Sedimento o detriti abbondanti | Ch 16 |
| Ematuria franca o coaguli | Ch 18-24 |
- Materiale: lattice per la breve permanenza, se il paziente non è allergico; silicone per la lunga permanenza. Il silicone è indicato anche negli allergici al lattice.[1]
- Rivestimenti: i cateteri in lega d'argento riducono solo leggermente la batteriuria nella prima settimana nei pazienti ricoverati e non hanno ridotto i tassi di CAUTI.[1][3] Per EAU i cateteri a rivestimento idrofilo riducono le CAUTI.[3]
- Vie: il catetere a due vie (una per l'urina, una per il palloncino) è lo standard; il catetere a tre vie serve per l'irrigazione continua dopo chirurgia urologica o per lavare coaguli e detriti.[1]
- Lunghezza: la lunghezza standard maschile (41-45 cm) va bene per uomini e donne. La lunghezza femminile (25 cm) può essere più comoda in alcune donne autonome, ma non va usata nei pazienti allettati, critici, post-operatori o obesi, e mai nell'uomo: il palloncino gonfiato in uretra causa un trauma grave.[1]
- Punta: se il catetere non supera l'uretra bulbare nell'uomo si può usare un catetere a punta curva (Tiemann), che richiede addestramento e va tenuto con la punta verso le ore 12.[1]
- Palloncino: il volume è stampato sul catetere (ad esempio 5-10 ml). I palloncini da 30 ml sono emostatici per uso post-procedura, non per il cateterismo di routine.[1]
Che materiale serve per il cateterismo vescicale?
- Kit per cateterismo sterile: telino, telino fenestrato, garze sterili, soluzione per la pulizia del meato, pinza se prevista dal kit.
- Catetere sterile del calibro scelto e uno di calibro inferiore di riserva.
- Sacca di raccolta sterile a circuito chiuso, da collegare al catetere prima dell'inserzione.[1]
- Gel lubrificante sterile monouso (anestetico o no), e siringa con acqua sterile o fisiologica per il palloncino.[1]
- Guanti sterili e guanti puliti per l'igiene intima; un secondo paio di guanti sterili di riserva.
- Presidi per il fissaggio del catetere e paravento per la privacy.
- Contenitori per rifiuti sanitari e DPI (camice e occhiali di protezione).

Come si esegue il cateterismo vescicale passo passo?
Inserisci il catetere con tecnica asettica e solo se sei addestrato: la formazione del personale riduce le infezioni.[1][2] L'errore che ho visto più spesso è trascurare la sterilità e improvvisare la procedura. Questi sono i passaggi comuni a uomo e donna.
- 1Verificare indicazione e identità. Controllare che esista un'indicazione valida alla prescrizione e identificare il paziente con almeno due identificatori.
- 2Informare e raccogliere le allergie. Spiegare la procedura, ottenere il consenso verbale e chiedere di allergie o sensibilità a clorexidina, lidocaina e lattice.
- 3Preparare paziente e materiale. Garantire la privacy, posizionare il paziente (supino; nella donna con le gambe flesse e divaricate), eseguire l'igiene intima e preparare il materiale sterile sul piano di lavoro.
- 4Igiene delle mani e guanti sterili. Eseguire l'igiene delle mani, aprire il kit mantenendo la sterilità e indossare i guanti sterili.
- 5Collegare la sacca prima dell'inserzione. Collegare il catetere alla sacca di raccolta sterile a circuito chiuso prima di inserirlo, così il sistema non va più disconnesso.
- 6Antisepsi o detersione del meato. Pulire il meato uretrale con la soluzione prevista dal protocollo (antisettico acquoso o fisiologica sterile), con garze sterili e un solo passaggio per garza. Nell'uomo ritrarre il prepuzio; nella donna divaricare le piccole labbra e mantenerle divaricate.
- 7Lubrificare. Usare gel sterile monouso: circa 10-15 ml instillati in uretra, aspettando il tempo indicato dal produttore (spesso 3-5 minuti) se il gel è anestetico.
- 8Inserire il catetere. Avanzare con delicatezza fino al deflusso di urina e proseguire fino al raccordo prima di gonfiare il palloncino, soprattutto nell'uomo. Non forzare mai.
- 9Gonfiare il palloncino. Gonfiare con il volume stampato sul catetere (di norma 5-10 ml) usando acqua sterile o soluzione fisiologica, poi ritirare piano fino a sentire la resistenza del collo vescicale.
- 10Fissare il catetere. Fissare il catetere per evitare trazioni sul collo vescicale: sull'addome nell'uomo, sulla coscia nella donna. Riposizionare il prepuzio.
- 11Sistemare la sacca. Tenere la sacca sotto il livello della vescica, mai a terra, con il tubo libero da pieghe.
- 12Smaltire e documentare. Smaltire il materiale, eseguire l'igiene delle mani e registrare indicazione, data e ora, tipo, materiale e calibro del catetere, volume del palloncino, diuresi iniziale e data prevista di rivalutazione.
Particolarità nella donna
- Posizione supina con gambe flesse e divaricate. Ispeziona prima il perineo: in alcune donne il meato è retratto o poco visibile.
- Con la mano non dominante divarica le piccole labbra a forbice e non rilasciarle fino alla fine dell'inserzione, per non contaminare il meato.
- Pulizia dall'alto verso il basso, una garza per passaggio, senza ripassare sulla zona già pulita.
- Se il catetere finisce per errore in vagina, lascialo in sede come repere e usa un nuovo catetere sterile. Io mi sono trovato davanti a un prolasso uterino completo: è intervenuto l'urologo.
- Avanza fino al deflusso di urina e prosegui ancora per alcuni centimetri prima di gonfiare il palloncino.
Particolarità nell'uomo
- Posizione supina. Ispeziona il pene per fimosi, stenosi o malformazioni e ritrai il prepuzio per scoprire il glande.
- Pulizia dal meato verso l'esterno con movimenti circolari, una garza per passaggio.
- Tieni il pene perpendicolare all'addome durante l'inserzione, per raddrizzare l'uretra, e abbassalo quando senti la resistenza prostatica.
- Se incontri resistenza allo sfintere, applica una trazione gentile e una pressione costante e chiedi al paziente di spingere lievemente; se non supera l'uretra bulbare, valuta il catetere a punta curva, il pene in posizione verticale o un colpo di tosse. Non forzare mai.[1] A me sono capitate resistenze prostatiche che ha risolto l'urologo.
- Inserisci fino al raccordo prima di gonfiare il palloncino. Gonfiare in uretra causa un trauma grave.[1]
- Alla fine riposiziona sempre il prepuzio, per evitare una parafimosi.
Antisepsi o sola detersione del meato prima dell'inserzione: le evidenze non mostrano una differenza chiara tra acqua e sapone e antisettici, e SHEA/IDSA/APIC considera ancora irrisolta la scelta ottimale; la clorexidina ha un supporto emergente, mentre i prodotti alcolici sulle mucose vanno evitati.[1][2] Segui il protocollo aziendale. Per l'anestesia locale, il gel non deve essere per forza anestetico né antisettico;[1] la lidocaina gel richiede però il tempo d'azione indicato dal produttore e un controllo preventivo delle allergie.
Come si gestisce il catetere a permanenza?
Il catetere va rivalutato ogni giorno e rimosso appena l'indicazione finisce: promemoria, ordini di stop e giri quotidiani sono una pratica essenziale per SHEA/IDSA/APIC.[2]
- Igiene delle mani prima e dopo ogni manipolazione del catetere o della sacca, con guanti puliti.[1][2]
- Circuito chiuso mai disconnesso senza un motivo clinico. Se si disconnette, si sostituiscono catetere e sacca con tecnica asettica.[1][2]
- Sacca sotto il livello della vescica, mai a terra; tubo libero da pieghe; svuotamento regolare in un contenitore separato per ogni paziente, evitando che il rubinetto tocchi il contenitore.[1][2]
- Fissaggio: addome nell'uomo, coscia nella donna.[1]
- Igiene quotidiana del meato con acqua e sapone, anche sotto il prepuzio. Non applicare antimicrobici sul meato e non fare irrigazioni vescicali di routine.[1][3]
- Idratazione adeguata per mantenere una diuresi di 50-100 ml/h e prevenire l'occlusione; registra la diuresi nel bilancio idrico. I prodotti a base di mirtillo rosso non prevengono le infezioni nei pazienti cateterizzati.[1]
- Valvola cateterica: è un'alternativa alla sacca nei pazienti che sanno usarla e svuotano regolarmente; si apre ogni 2-4 ore.[1]
- Per misurare la diuresi in terapia intensiva si usa un urometro.[1] Nel mio lavoro in terapia intensiva cateterizzavo a ogni nuovo ingresso, con un catetere dotato di termistore. Un evidence summary del 2025 conferma queste misure.[7] Per esercitarti su un paziente cateterizzato prova i casi clinici.
Quando si cambia il catetere e come si rimuove?
Catetere e sacca si sostituiscono su indicazione clinica, non a scadenza fissa, senza superare il limite del produttore: per EAUN circa 2 settimane per il lattice e fino a 12 per il silicone.[1] Per SHEA/IDSA/APIC le sostituzioni di routine non servono a prevenire le infezioni.[2]
- Dopo la rimozione controlla la presenza di incrostazioni sul catetere.[1]
- Svuota il palloncino per via passiva, lasciando uscire il liquido, senza tirare lo stantuffo: riduce il dolore.[1]
- Per i cateteri uretrali a breve permanenza EAUN raccomanda la rimozione a sera tardi (livello di evidenza 1a, grado A).[1]
- Il clampaggio prima della rimozione non ha un beneficio dimostrato e l'allenamento vescicale di routine non è raccomandato.[1]
- Nei protocolli infermieristici di rimozione, la prima prova di minzione può essere gestita dall'infermiere secondo i criteri del reparto.[2]
Quali sono le complicanze e come si evitano?
- Trauma uretrale: calibro più piccolo possibile, lubrificante in quantità adeguata, tecnica corretta e nessuna forzatura.[1]
- Ematuria e coaguli: controlla la pervietà del catetere; con ematuria franca servono un calibro maggiore o un catetere a tre vie con irrigazione, su indicazione medica.[1]
- Occlusione e incrostazioni: idratazione, controllo del flusso e del sedimento nella sacca, sostituzione del catetere se il flusso si riduce.[1]
- Lesioni da pressione sul meato o da trazione: fissaggio corretto e controllo periodico della cute.[1]
- Parafimosi: riposiziona sempre il prepuzio dopo l'inserzione.
- CAUTI: sono compatibili con febbre o brividi di nuova insorgenza o in peggioramento, alterazione dello stato mentale, malessere, dolore al fianco o sovrapubico. Urine torbide o maleodoranti, o piuria isolata, non bastano per la diagnosi.[3]
Se compare una CAUTI sintomatica, EAU raccomanda con forza di sostituire o rimuovere il catetere prima di iniziare l'antibiotico, dopo aver raccolto l'urinocoltura. Le prove a sostegno della sostituzione sono però limitate: una revisione sistematica ha trovato solo 4 studi, 2 dei quali RCT con risultati opposti.[3][6]
Domande frequenti
Che calibro di catetere vescicale si usa?
Il più piccolo che garantisce un buon drenaggio. Le linee guida EAUN 2024 indicano Ch 10 per urine chiare, Ch 12-14 per urine torbide con ematuria lieve, Ch 16 per sedimento o detriti abbondanti e Ch 18-24 per ematuria franca o coaguli. Un calibro maggiore del necessario aumenta il trauma uretrale.
Ogni quanto si cambia il catetere vescicale?
Su indicazione clinica, non a scadenza fissa, e comunque entro il limite del produttore. Per EAUN il lattice si sostituisce dopo circa 2 settimane, il silicone dopo un massimo di 12. La sacca si cambia su indicazione; se il circuito viene disconnesso, si sostituiscono catetere e sacca con tecnica asettica.
Serve l'antisettico per pulire il meato ogni giorno?
No: per l'igiene quotidiana bastano acqua e sapone. Sia le linee guida EAUN 2024 sia quelle EAU sulle infezioni urologiche sconsigliano di applicare antisettici o antimicrobici su catetere, uretra o meato mentre il catetere è in sede. Nel paziente non circonciso si pulisce ogni giorno sotto il prepuzio.
Si dà l'antibiotico per prevenire le infezioni da catetere?
No. Né SHEA/IDSA/APIC 2022 né le linee guida EAU raccomandano la profilassi antibiotica sistemica di routine per prevenire le infezioni correlate al catetere. EAU sconsiglia, con raccomandazione debole, anche la profilassi dopo la rimozione di un catetere uretrale.
Si può svuotare tutta la vescica in ritenzione acuta?
Le linee guida non fissano un limite di volume. In uno studio su 62 uomini con ritenzione acuta il drenaggio rapido e quello graduale (100 ml subito, il resto in 2 ore) non hanno dato differenze significative: ematuria lieve in 2 pazienti del gruppo rapido e calo pressorio medio di 15 contro 10 mmHg. Si segue il protocollo del reparto e si monitorano pressione ed ematuria.
Si tratta la batteriuria nel paziente cateterizzato?
Non se è asintomatica, e l'urinocoltura non si fa di routine. EAU raccomanda con forza di non trattare la batteriuria asintomatica associata al catetere, tranne prima di procedure urologiche traumatiche come la TURP. Se compare un'infezione sintomatica, si sostituisce o si rimuove il catetere prima di iniziare l'antibiotico.
Dove si fissa il catetere vescicale?
Nell'uomo all'addome, nella donna alla coscia (EAUN 2024). Il fissaggio evita trazioni sul collo vescicale e uscite accidentali. La sacca resta sotto il livello della vescica, mai appoggiata a terra, con il tubo senza pieghe.
Procedure correlate
Bibliografia
- 1European Association of Urology Nurses (EAUN). Indwelling catheterisation in adults: urethral and suprapubic. EAUN Guidelines; 2024. Consultato il 26/10/2026. https://nurses.uroweb.org/guideline/indwelling-catheterisation-in-adults-urethral-and-suprapubic
- 2Patel PK, Advani SD, Kofman AD, et al. Strategies to prevent catheter-associated urinary tract infections in acute-care hospitals: 2022 update. Infect Control Hosp Epidemiol. 2023;44(8):1209-1231. PMID 37620117. https://doi.org/10.1017/ice.2023.137
- 3European Association of Urology. EAU Guidelines on Urological Infections, sezione 3.3 (batteriuria asintomatica) e 3.8 (infezioni associate al catetere). EAU Guidelines; edizione 2026. Consultato il 26/10/2026. https://uroweb.org/guidelines/urological-infections
- 4Fernández-Prada I, Ballesteros-Peña S. Application of bladder ultrasound to reduce urinary catheterization in patients suspected of acute urinary retention: a systematic review. Enferm Clin (Engl Ed). 2025;35(2):502163. PMID 40032047. https://doi.org/10.1016/j.enfcle.2025.502163
- 5Etafy MH, Saleh FH, Ortiz-Vanderdys C, et al. Rapid versus gradual bladder decompression in acute urinary retention. Urol Ann. 2017;9(4):339-342. PMID 29118535. https://doi.org/10.4103/0974-7796.216320
- 6Westgeest AC, van Uhm JIM, Pattacini L, et al. Catheter replacement in catheter-associated urinary tract infection: current state of evidence. Eur J Clin Microbiol Infect Dis. 2024;43(8):1631-1637. PMID 38916643. https://doi.org/10.1007/s10096-024-04878-9
- 7Tang J, Fan Y, Lu J, Zhang Y. Best evidence for preventing urinary tract infections and optimizing care in adults with indwelling urinary catheters. Risk Manag Healthc Policy. 2025;18:3593-3608. PMID 41244024. https://doi.org/10.2147/RMHP.S557548
