Fasi di guarigione e tipi di chiusura
La guarigione di una ferita attraversa tre fasi: la fase infiammatoria, la fase proliferativa e la fase maturativa.
A seconda di come rimargina la ferita si distingue la chiusura per prima intenzione (lembi ben accostati tra loro, assenza di secrezioni, guarigione rapida) dalla chiusura per seconda intenzione (lembi non ben accostati a causa di una perdita di materiale, spesso dovuta a infezione; guarigione più lenta, con possibile necessità di drenaggi).
Fattori di rischio pre-operatori
Nella fase pre-operatoria è necessario valutare il rischio di sviluppare complicanze legate alla ferita chirurgica. Alcuni fattori predispongono a un maggior rischio e vanno tenuti sotto osservazione:
- 1Obesità.
- 2Fumo.
- 3Diabete.
- 4Stato nutrizionale scadente.
- 5Malattie immunosoppressive e uso di cortisonici.
- 6Comorbidità.
- 7Co-presenza di ferite sporche o contaminate.
- 8Chemioterapia.
- 9Presenza di protesi.
- 10Intervento chirurgico in urgenza/emergenza o di lunga durata.
Classificazione delle ferite chirurgiche
- 1Ferita pulita: ferita operatoria non infetta e senza segni di infiammazione, non relativa a interventi nei distretti respiratorio, alimentare, genitale o urinario. È sottoposta a chiusura di prima intenzione e, se necessario, drenata con drenaggi chiusi.
- 2Ferita pulita-contaminata: ferita operatoria relativa a interventi che interessano il tratto respiratorio, alimentare, genitale o urinario, in condizioni controllate e senza contaminazioni. Vi rientrano anche gli interventi su vie biliari, appendice, vagina e orofaringe, se non vi sono evidenze di infezione o alterazioni macroscopiche della tecnica chirurgica.
- 3Ferita contaminata: ferita aperta o post-traumatica recente. Rientrano in questa categoria anche gli interventi con interruzione delle procedure asettiche (es. massaggio cardiaco a torace aperto), lo spandimento del contenuto gastroenterico e le incisioni con evidenza di un processo infiammatorio acuto non purulento.
- 4Ferita sporca-infetta: ferita traumatica non recente con ritenzione di tessuto devitalizzato, ferita con infezione clinicamente evidente, ferita di intervento relativo a perforazioni viscerali. I microrganismi responsabili dell'infezione erano già presenti sul campo operatorio prima dell'intervento.
Materiale occorrente
- 1Guanti puliti e guanti sterili.
- 2Mascherina facciale e camice.
- 3Kit sterile per medicazione.
- 4Batuffoli sterili, soluzione fisiologica sterile, antisettico previsto dal protocollo specifico.
- 5Cerotto medicato sterile.
- 6Contenitore per taglienti.
- 7Contenitore per rifiuti speciali.
Accertamento e preparazione
- 1Valutare il tipo di medicazione più adatto alla ferita, l'eventuale presenza di infezione, l'andamento del processo di guarigione e lo stato nutrizionale del paziente.
- 2Valutare sede e lunghezza della ferita, tipo di sutura, presenza locale di edema o rossore, presenza di ematomi, sieromi o essudato.
- 3Assicurarsi della presenza di tutto il materiale occorrente prima di iniziare la procedura.
- 4Eseguire l'igiene delle mani, identificare il paziente e garantirne la privacy.
- 5Spiegare al paziente, con parole adatte al suo livello di comprensione, le fasi e l'utilità della manovra, così da favorirne la collaborazione.
- 6Far assumere alla persona una posizione comoda che faciliti l'accesso alla zona da medicare, scoprendo solo la parte interessata.
Procedura
- 1Eseguire l'igiene delle mani e indossare i dispositivi di protezione individuale.
- 2Rimuovere delicatamente la medicazione precedente tirando in direzione della ferita, per una rimozione meno dolorosa; in caso di medicazione aderente, inumidire la zona con soluzione fisiologica.
- 3Valutare lo stato della ferita: arrossamento, gonfiore, dolore, secrezioni.
- 4Rimuovere i guanti e smaltirli insieme alla medicazione sporca.
- 5Eseguire l'igiene delle mani, controllare l'integrità del kit sterile e aprirlo.
- 6Indossare guanti puliti (tecnica no-touch) oppure guanti sterili, qualora risulti difficile mantenere la sterilità del materiale presente nel kit.
- 7Detergere la ferita con tamponi sterili imbevuti di soluzione fisiologica, pulendo dall'alto verso il basso con movimenti centrifughi e cambiando batuffolo a ogni passaggio.
- 8Tamponare e asciugare con batuffoli sterili.
- 9Posizionare la garza sterile a copertura di tutta la ferita.
- 10Rimuovere i guanti e i restanti dispositivi di protezione individuale, quindi fissare la medicazione con il cerotto.
Fase successiva alla manovra
- 1Rivestire e riposizionare il paziente.
- 2Ripristinare il materiale utilizzato e attivare la procedura di decontaminazione dei ferri chirurgici.
- 3Registrare sulla documentazione infermieristica la manovra effettuata e le caratteristiche della ferita.
Discrezionalità dell'infermiere ed educazione del paziente
In caso di più ferite, seguire l'ordine delle medicazioni dalle più pulite alle più sporche, con criterio "testa-piedi".
Garantire sempre la sterilità della medicazione, sapendo valutare il tipo di ferita in base al grado, al colore, alla quantità di essudato, alle caratteristiche dei bordi e allo stato della cute perilesionale, conoscere i protocolli relativi alla frequenza del cambio medicazione, e saper individuare precocemente eventuali segni e sintomi di infezione.
Poiché, in assenza di complicanze post-chirurgiche, le linee guida raccomandano una dimissione precoce del paziente rispetto al passato, è responsabilità dell'infermiere educare la persona (o il caregiver) a mantenere la ferita asciutta e pulita e a riconoscere precocemente i segni di flogosi.
